A quale età mandare un bambino all’asilo?

asiloUno scrupolo che ci si crea soprattutto quando si ha un primo figlio, la domanda è lecita perché il bimbo è piccolo e una mamma alle prime armi non sa bene come affrontare ogni nuova esperienza.

I motivi che inducono una donna a fare una scelta come quella di iscrivere il proprio bambino all’asilo nido sono spesso legati a delle necessità pratiche, di lavoro. La scelta di mandare all’asilo nido bambini anche molto piccoli è un’esigenza potremmo diremo moderna, dovuta proprio all’impossibilità delle mamme di prendersi cura dei loro piccoli in momenti particolari della giornata. E oggi rispetto a “ieri” la donna e mamma il più delle volte lavora e non può seguire la crescita dei suoi figli.

L’alternativa a questa condizione, soprattutto quando il bambino è ancora molto piccolo e la scelta si fa ancora più ardua, sarebbe quella di chiedere il sostegno di una baby-sitter, ma affrontare una spesa simile non è per tutti possibile e quindi si riconferma l’unica ipotesi plausibile, quella di affidare il bambino ad un asilo nido.

Il dubbio se una decisione simile possa avere conseguenze sulla serenità del bambino è piuttosto comprensibile. Quale genitore non si interroga sulle reazioni del proprio figlio di fronte all’assenza materna per alcune ore della giornata?

Malgrado ciò, volendo tranquillizzare quelle mamme piene di dubbi cruciali ma che non possono rinunciare alla soluzione dell’asilo nido, c’è da dire che vi sono dei vantaggi nell’esperienza in asilo nido. Anche se nei primi mesi di vita un bambino non ha ancora lo stimolo a socializzare, l’asilo è uno stimolo allo sviluppo della socialità e della curiosità.

In una prima fase è normale per un bimbo piccolo avvertire il distacco dalla mamma, a viverlo come un abbandono perché non è ancora in grado di avvertire la separazione come una fase della giornata.

Per un bambino più grandicello, di almeno tre anni, l’inserimento nella scuola materna avviene in modo più graduale senza la sensazione della separazione. Essendo più grandi hanno già fatto esperienza dell’allontanamento dalla mamma e sanno vivere la separazione come un momento non definitivo.

Detto questo, a parte i vantaggi espressi, non c’è una teoria a supporto di questa scelta che voglia convalidarne a tutti i costi le ragioni motivi. Si tratta di una consuetudine propria della civiltà moderna e non una scelta che nasce da un istinto formativo o dal desiderio di migliorare lo sviluppo psico-intellettivo dei bambini.

L’esigenza di affidare i propri figli ad un asilo nido è dettata da motivi pratici e quindi necessaria, pertanto se ne devono rintracciare dei vantaggi e non dei disagi per viverla al meglio e senza traumi per il bambino.

E passando da un piano serio ad uno più pratico, ecco dei consigli per agevolare e rendere anche più piacevole e divertente l’esperienza dei bambini che vanno in asilo.

Come trasformare un “incubo” in un’occasione piacevole?

Beh, ad esempio potreste concedere al vostro bimbo di portare con sé il gioco preferito, la “copertina di Linus” adorata, o qualsiasi cosa che a lui possa dare sollievo. E magari potreste personalizzare giochi, grembiulino, capi d’abbigliamento con delle etichette per asilo nido.

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