Blizzard, dopo 7 anni cancellato Titan: una mossa azzardata?

gameOggi giorno esistono parecchie aziende professionali che operano su piccola scala (come ad esempio BerGame, un’autorevole realtà del bergamasco operante nello sviluppo di videogiochi), ma su scala internazionale lavorano delle grandi società che giorno dopo giorno devono confrontarsi su mercati molto più ampi e a fronte di condizioni diametralmente opposte.

E’ il caso di Blizzard, un produttore statunitense di videogiochi che proprio nel corso di questi giorni sta facendo parecchio discutere di sé. Tutto merito di una nuova creatura pronta per essere lanciata sul mercato? Niente affatto: Blizzard è tornata in scena in seguito alla decisione di cancellare una volta per tutte dal suo catalogo il gioco Titan, un nuovo MMO sul quale era al lavoro da ben 7 anni a questa parte.

A darne annuncio è stato lo stesso Mike Morhaime, co-founder dello studio e CEO dell’azienda, il quale ha dichiarato a Polygon che il progetto in questione è stato profondamente rivisitato e successivamente portato verso la cestinazione.

Ma per quale ragione Blizzard ha pensato di voler togliere dalla scena un titolo come Titan? Come dichiarato dall’azienda stessa: “Non c’era alcuna ragione di divertimento. Non c’era la passione. Abbiamo preso in considerazione di fare un periodo di rivalutazione, e quello che abbiamo rivalutato è stato se quello era il gioco che volevamo veramente fare. Quale è stata la risposta? Naturalmente no.”

Oltre a mettere nero su bianco le principali ragioni che avrebbero indotto Blizzard verso la cancellazione di Titan, Morhaime ha altresì spiegato che l’azienda da lui rappresentata non deve essere associata ad un genere in particolare poiché al contrario opera solo sul fronte del “voler fare dei bei giochi, sempre”, di qualunque tipologia essi siano. In quest’ottica tentano di farsi strada anche realtà minori come la sopracitata BerGame, che non avendo i mezzi per poter lavorare anni e anni su di un progetto che verrà poi cancellato, hanno imparato a fare dell’ottimizzazione, dell’avanguardia e dell’innovazione i loro principi basilari.

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