Chi deve fare un test di paternità?

papà figlioI test di paternità servono a confermare la reale paternità (genitorialità) di un nascituro o di un bambino già nato, in caso di dubbi su di essa. Ricorre al test un padre incerto, e negli ultimi tempi ve ne sono tanti che temono di non essere i padri biologici del loro bambino, che è stato fatto credere tale.


Da alcuni dati riportati in base a delle indagini effettuate, risulta che di tutte le richieste di test, una donna su cinque ha in realtà concepito il proprio figlio con un uomo diverso dal presunto padre. Quindi se ne deduce che questi test non sono proprio così rari.


Come si fa un test di paternità, a chi ci si deve rivolgere?


In rete ormai da diverso tempo vi sono siti web di laboratori che risiedono all’estero e che vendono test di paternità anche molto economici. Si riceve direttamente al proprio domicilio un kit che serve alla raccolta del campione biologico da analizzare. Tuttavia ad oggi è abbastanza chiaro che questo genere di servizi non danno risultati dal valore legale ma solo puramente informativo perché effettuati su campioni anonimi.

Per avere un valore legale il test va effettuato in un laboratorio ed in presenza di un perito che deve certificare l’identità del richiedente con annesso consenso espresso dei soggetti stessi.

Senza consenso, l’esame non è valido e anzi è addrittura vietato. E’ anche indispensabile che prima di intraprendere tutta la procedura, si sia consapevoli su ciò che ne sarà dei campioni di DNA raccolti. Qualunque destino essi abbiano, si deve tener conto della volontà di chi si è sottoposto all’esame.

I centri cui ricorrere sono laboratori universitari o anche grandi strutture sottoposte a procedure rigorosamente testimoniabili.

Il test viene per lo più richiesto da persona o coppia che vogliano sapere se l’uomo sia il padre biologico del bambino/a, talvolta anche per ragioni di affidamento di minore, di mantenimento, o con fine informativo.

 

Chi richiede il test lo fa per i seguenti motivi:

 

– Per stabilire la paternità biologica con la disponibilità della madre, del figlio/a e del presunto padre, oppure solo del figlio/a e presuento padre.
– Per 
risolvere casi di dispute per l’affidamento del figlio oppure per stabilire l’assegnazione del mantenimento.
– In casi di immigrazione, per 
accertare la paternità a fini di ricongiungimento familiare.
– In casi di dispute sull’erdità, per stabilire la 
parentela biologica.
– Per collaborare con avvocati e assistenti sociali sulle strategie da seguire nei casi di 
dispute di paternità o di parentela.
– Per stabilire
la paternità biologica anche qualora il presunto padre sia deceduto, il profilo genetico del padre presunto deve essere ricavato dall’analisi dei genitori o di altri parenti.
– Per definire
se sono stati utilizzati i corretti gameti appartenenti alla coppia, in caso di procreazione assistita.

Per conoscere le modalità del test di paternità, potete approfondire nella pagina web TestDiPaternita.me.

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