Cosa sono le opzioni digitali anche dette opzioni binarie?

 

soldiLe opzioni binarie sono dette così, in gergo, perché ci mettono di fronte ad un bivio decisionale: due scelte, di cui una vincente (opzione binaria in the money), una perdente (opzione binaria out of the money), sempre che non vi sia chiusura in pareggio (opzione binaria at the money).

Solitamente viene chiesto di scegliere fra un’opzione call (prevediamo un aumento del prezzo e, quindi, apriamo oggi la posizione per chiuderla in guadagno, ad una certa scadenza) o un’opzione put (prevediamo una diminuzione del prezzo e quindi vendiamo allo scoperto, per poi acquistare e chiudere l’operazione in guadagno).

Un investimento facile e veloce, ma con i suoi rischi che possono essere opportunamente calcolati e limitati.

Come rendere l’investimento in opzioni binarie meno rischioso?

Innanzitutto è necessario scegliere una piattaforma tra le migliori piattaforme per opzioni binarie  che si possono trovare in giro per il web. Ciò serve per iniziare con il giusto broker, ovvero quello in grado di soddisfare le nostre esigenze sia dal punto di vista del deposito minimo, sia da tutte le altre caratteristiche che possono determinare la scelta per l’uno o per l’altro broker.

Detto ciò, per rendere l’investimento in opzioni binarie meno rischioso è possibile seguire alcuni piccoli ma semplici consigli, che adesso proveremo a fornirvi: Potremmo basarci sulla tecnica del “money management” che ci diffida dal rischiare una parte sproporzionata del nostro capitale. La proporzione ideale fra capitale depositato e trade minimo è nell’ordine del 5%. Quindi, vi conviene prestare attenzione anche al trade minimo proposto dai vari broker o piattaforme di opzioni binarie.

Ogni broker decide autonomamente quale sia il deposito minimo per aprire un conto, così come il prezzo del trade minimo, e spesso, il minimo per aprire un conto consiste in una somma molto ridotta, adatto alle tasche di chiunque si voglia approcciare per la prima volta in questo settore, parliamo generalmente di 100$ o 100€, a seconda della valuta selezionata. Lo stesso può dirsi per il trade minimo, anche se in questo caso, scegliere correttamente è fondamentale per gestire in maniera adeguata il capitale di partenza. I broker più flessibili consentono di investire anche 5€ per operazione, sebbene tale minimo possa variare da un bene all’altro, da una scadenza all’altra, oppure tra una tipologia all’altra.

Vari sono i modelli matematici e probabilistici che consentono di portare avanti delle solide “analisi tecniche”, nonché i software di calcolo statistico (anche se non specializzati per il trading) che ci consentono di perfezionare ed utilizzare tali strumenti tecnici per le nostre esigenze.

Le opzioni binarie sono di diversi tipi. Non solo le top-down (call e put) ma vi sono anche le opzioni builder (possiamo stesso noi personalizzare il rendimento, e di conseguenza il rischio), le opzioni intervallo (dobbiamo prevedere se il valore assunto dal sottostante si fermerà attorno ad un certo intervallo di prezzo), le opzioni one touch (il valore assunto dal sottostante toccherà una sola volta il prezzo fissato dal broker).

Diverse sono le scadenze previste, dalle 60 secondi sino alle 15 minuti e così via.

Ogni broker ne può prevedere di diverse, impostando le proprie regole. Non tutte le piattaforme di opzioni binarie consentono l’impostazione di stop-loss automatici e non tutti i broker prevedono dei margini di rimborso sul capitale impiegato, in caso di non azzecco della previsione.

Un esempio concreto:

Proponiamo un classico esempio di opzioni binarie up-down. Dobbiamo selezionare un asset (ad es. Bitcoin), quanto intendiamo investire (ad e. 10 dollari), la scadenza, e dire se il prezzo salirà o si abbasserà.  Il rendimento è del 70-85%. Ciò significa che se investiamo 10 dollari, per calcolare il guadagno, nel caso la previsione è esatta, ci basta moltiplicare il 70-85% per i 10 dollari investiti.

 

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