Referendum Svizzera: il “si” per risollevare il valore dell’oro

oroLa Svizzera il week-end del 30 Novembre sarà chiamata a decidere su tre temi caldi del momento: l’immigrazione limitata, i forfait fiscali e le riserve d’oro. L’esito del referendum è ancora incerto secondo i sondaggi, ma gli scenari post referendum sono già stati delineati dagli esperti.

Per quanto riguarda l’oro, l’esito positivo del referendum obbligherebbe la Bns ( Banca Nazionale Svizzera) a detenere in oro almeno il 20 % delle riserve nazionali, con il divieto di venderlo al di fuori della confederazione. Al momento la banca centrale ne possiede circa il 7%, rendendo quindi necessario l’acquisto del rimanente 13% nell’arco dei prossimi cinque anni. Si parla quindi di acquistare circa 1.600 tonnellate di oro, quasi una tonnellata al giorno, per un costo complessivo stimato di circa 50 miliardi di euro.

L’operazione avrebbe senza dubbio forti ripercussioni sull’andamento del prezzo dell’oro: i maggiori esperti finanziari stimano che l’oro potrebbe rapidamente raggiungere il prezzo di 1350 dollari l’oncia, un aumento del 15% rispetto al valore attuale. In un periodo in cui il prezzo dell’oro non è più una certezza come prima, tanto da aver toccato il mese scorso il valore minimo degli ultimi quattro anni, un “sì” a questo referendum potrebbe anche far riprendere un settore in crisi come quello dei compro oro.

La crisi dei compro oro è dovuta a molteplici fattori, ma il principale è stato senza dubbio il calo continuo del prezzo dell’oro, considerato da sempre un bene rifugio. Molte delle attività che hanno superato la crisi hanno dovuto adattarsi per riuscire a sopravvivere, ampliando sempre più i servizi offerti. È ora infatti possibile trovare numerosi compro oro che effettuano servizio di acquisto orologi , gioielli, diamanti e accessori, come ad esempio www.orofirst.it/compro-orologi-roma.html. Se fosse quindi confermato il “sì”, si stima che le quantità di oro scambiate torneranno ad aumentare, aiutando così i compro oro ad uscire dalla crisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.