Smartphone con display 4K: ma ne vale davvero la pena?

smartphoneI top di gamma che si stanno via via affacciando sul panorama internazionale sembrano tutti concordi nel far proprio un dato di fondo: la presenza di un display con risoluzione QHD. E se questa scelta sta riscuotendo critiche e apprezzamenti, c’è chi come Sony ha deciso di andare ancora oltre propronendo uno Xperia Z5 Premium con tanto di schermo in UHD (o 4K).

Per quanto i pareri possano essere discordanti circa l’utilità di dotare uno smartphone di un display di questo genere (che a malapena lo si trova nei televisori di enormi dimensioni), un dato di fatto sembra mettere d’accordo proprio tutti: giocare così al rialzo con la risoluzione del display non fa che ripercuotersi sull’autonomia. Ma è proprio così? E’ proprio vero che il 4K può rivelarsi una vera piaga per il nostro smartphone?

Partiamo dal presupposto che sulla batteria giocano essenzialmente due fattori legati al display capaci di determinare una maggiore o una minore durata della carica residua: l’illuminazione e il processore. Di per sé quindi la risoluzione sembra non incidere più di tanto, ma se prendiamo atto del fatto che una maggiore risoluzione equivale ad un aumento dei pixel, e che un aumento dei pixel, seppur indirettamente, si ripercuote sia sull’illuminazione che sul processore, ecco che per proprietà transitiva la risoluzione del display effettivamente un peso sull’autonomia ce l’ha eccome!

Per rendere pratica la questione sappiamo che un pannello UltraHD (3840 x 2160 pixel) ha quattro volte il numero di pixel che ha invece un Full HD (il quale lavora a 1920 x 1080 pixel). Ma non è proprio automatico che il consumo del primo display sia per forza di cose quattro volte tanto quello del secondo! Un peso come abbiamo detto poco fa, sicuramente ce lo ha. Ma il suo effetto può essere aumentato ancor di più o ridotto in altrettanto modo a seconda della tecnologia che il produttore ha deciso di impiegare nel suo telefono. O almeno questo è quanto stato provato da DisplayMate prendendo in comparazione i tipi di display (e annessi consumi) di Galaxy Note 3 e Galaxy Note 4. Secondo questo test è risultato che pur avendo il Note 4 una tecnologia di display ben più avanzata del suo predecessore, alla fine dei fatti i suoi consumi sono risultati essere più efficienti del 14%.

Qualcuno potrebbe obiettare che ok, il numero dei pixel in sé e per sé può non incidere più di tanto, però il processore uno sforzo in più lo dovrà pur fare per alimentare un 4K. Vero. Ma in questo caso non si tiene conto del fatto che le compagnie, quando decidono di dotare il loro smartphone di un pannello tanto importante, sono solite ricorrere ad un chipset altrettanto in grado di lavorare con grandi quantità di dati, con esigenze maggiori e con componenti annesse di un certo tipo: è un po’ come dire che è vero che la BMW richiede prestazioni molto più alte rispetto a quelle di una 500, ma proprio per questo chi produce BMW ha sempre avuto cura di dotare questa auto con un motore capace di reggere quel tipo di performance. Anche qui, insomma, il problema non si pone più di tanto.

Importante è consultare siti web che trattino di telefonia per essere sempre aggiornati sulle novità che riguardano questa ed altre questioni riguardanti il mondo hi-tech!

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